Come svecchiare un prodotto che vende: i quattro trigger per arrivare ad una svolta

Introduzione
Nel corso della vita di un’azienda arriva prima o poi il momento di aggiornare qualcosa. Può essere un prodotto, una linea, un servizio, una suite o una combinazione di entrambi. Questo è sempre un evento temuto: è il momento giusto? Deve essere fatto? Ma COSA esattamente? Quanto costerà? E via via altre domande si affacciano con prepotenza minando il sonno. Ma poi arriva il momento temuto, il punto di non ritorno, l’inevitabile.
In quest’articolo voglio affrontare proprio quest’argomento, trattato con altri presupposti nell’editoriale [TITOLO]. L’argomento beninteso non si esaurisce qui – anzi, questo può essere un punto di partenza – ma i quattro trigger presentati sono i più comuni, quelli che vale la pena ascoltare con attenzione.
Il punto di partenza
Nelle PMI cosmetiche italiane il rinnovo di un prodotto non si decide in una riunione di pianificazione strategica. Si decide perché qualcosa preme. Un cliente porta un’obiezione che diventa ricorrente, un concorrente di riferimento lancia qualcosa che obbliga a interrogarsi, un fornitore presenta una materia prima che apre uno spazio, un aggiornamento regolatorio impone una revisione. Quattro trigger, ricorrenti e ben distinti fra loro, che coprono la quasi totalità dei casi reali.
La domanda operativa non è quindi se rinnovare in astratto, è cosa fare quando il trigger arriva. Perché ciascun trigger ha una sua natura, espone a errori specifici, ammette risposte diverse per costo e profondità. Trattarli tutti allo stesso modo — con il riflesso del “rifacciamo la formula” o con il riflesso opposto del “non si tocca quel che vende” — significa rispondere male in entrambe le direzioni.
Una premessa unica vale per tutti e quattro i trigger. Prima di muovere qualunque cosa, il trigger va qualificato: non tutti i segnali che arrivano in azienda meritano una risposta sul prodotto. Alcuni sono rumore commerciale, altri sono pressioni passeggere, altri ancora sono segnali strutturali che ignorati costano quote di mercato.
L’articolo si sviluppa proprio su questa distinzione.
1. Quando è il cliente a chiedere
Il trigger più frequente arriva dal mercato a valle.
Un cliente storico segnala in fase d’ordine che la concorrenza propone qualcosa di diverso; un distributore riporta che le farmacie chiedono formule “senza” qualcosa; l’agente di zona porta in azienda la stessa obiezione per la terza volta in due mesi.
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