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Il challenge test: la prova del fuoco del conservante


Il challenge test: la prova del fuoco del conservante

Introduzione

In tutta questa serie sulla sicurezza microbiologica abbiamo parlato di conservazione: l'acqua libera come terreno di crescita microbica, i sistemi conservativi e i loro meccanismi, il pH come variabile che può aprire o chiudere la finestra di efficacia di un conservante. Ma una domanda è rimasta sospesa, ed è la più importante di tutte: come fai a sapere che il tuo sistema conservativo funziona davvero? Non in teoria, non sulla carta, non perché hai seguito le raccomandazioni del fornitore, ma nella realtà del prodotto finito.

La risposta è il challenge test, chiamato anche test di efficacia del sistema conservativo o preservative efficacy test. È la prova del fuoco: si introduce deliberatamente una popolazione di microrganismi nel prodotto e si osserva se il sistema conservativo è in grado di abbatterla nei tempi e nei modi richiesti. È l'unico modo per sapere, con basi sperimentali solide, se un prodotto è microbiologicamente sicuro nel tempo.

Questo è il quarto e ultimo articolo della serie sicurezza microbiologica di Cosmetech Academy. Lo dedichiamo al challenge test non solo per chi ha la possibilità di eseguirlo, ma anche, e soprattutto, per chi non può permetterselo: perché capire cosa misura questo test cambia profondamente il modo in cui si formula, anche quando il test non si può fare.

Cos'è il challenge test

Il challenge test è una prova di laboratorio che valuta la capacità del sistema conservativo di un prodotto cosmetico di proteggere il prodotto stesso dalla contaminazione microbica durante tutto il suo ciclo di vita. Il principio è semplice e potente: invece di aspettare che il prodotto si contamini naturalmente, lo si contamina deliberatamente con una quantità nota e molto elevata di microrganismi, e si misura se e quanto rapidamente il sistema conservativo riesce a ridurne la popolazione.

Lo standard di riferimento internazionale è la norma ISO 11930, intitolata Cosmetics, Microbiology, Evaluation of the antimicrobial protection of a cosmetic product. Esistono anche altri riferimenti, come la Farmacopea Europea e la Farmacopea Americana (USP), con criteri leggermente diversi, ma il principio di fondo è lo stesso. La norma ISO 11930 è pensata principalmente per i prodotti idrosolubili o con acqua come fase interna, cioè proprio quei prodotti che, contenendo acqua libera, sono vulnerabili alla crescita microbica.

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