Il cuoio capelluto: un ecosistema da conoscere per formulare meglio

Introduzione
Quante volte hai formulato un prodotto hair care pensando principalmente al fusto del capello, alla sua lucentezza, alla sua morbidezza, alla sua gestibilità? È un approccio comprensibile: il capello è ciò che si vede, ciò che il consumatore tocca, ciò che la pubblicità mette in primo piano. Eppure c’è un territorio che precede tutto questo, un luogo dove ogni cosa ha inizio e che condiziona in modo determinante la qualità di ciò che cresce: il cuoio capelluto.
Parlare di cuoio capelluto nella formulazione cosmetica non è solo una questione di moda, quella stessa «skinification» dei capelli di cui si discute tanto negli ultimi anni. È una necessità scientifica. Ignorare la salute del cuoio capelluto mentre si lavora su un condizionante, una maschera o un siero per i capelli è un po’ come cercare di coltivare una pianta pregiata senza occuparsi del suolo in cui affondano le radici: si può ottenere qualcosa, certo, ma mai il massimo di ciò che il sistema è capace di esprimere.
Con questo primo articolo della serie Dalla radice alla punta, apriamo il viaggio partendo dal principio. Dal cuoio capelluto come ecosistema complesso, biologicamente stratificato, con una sua microbiologia, una sua chimica di superficie e una sua risposta agli ingredienti che usiamo ogni giorno nelle nostre formule.
Non solo pelle con i capelli
Il cuoio capelluto è un distretto cutaneo del tutto particolare. Anatomicamente, occupa la superficie superiore del cranio, delimitato dal viso nella parte frontale e dal collo su quella posteriore e laterale. A prima vista potrebbe sembrare una porzione di pelle come tante altre, ma basta osservarlo più da vicino per capire che ha caratteristiche uniche e irripetibili.
La densità follicolare è tra le più elevate dell’intero corpo: la letteratura riporta valori compresi tra 100 e 200 follicoli per centimetro quadro (corrispondenti a circa 65–85 unità follicolari per cm²), ognuno dei quali è associato ad una ghiandola sebacea. Questo significa una produzione locale di sebo che non ha paragoni con altri distretti cutanei, e che crea un microambiente chimico e biologico assolutamente peculiare. A questo si aggiunge un tasso di desquamazione epidermica più rapido rispetto alla cute in generale, e la presenza di ghiandole sudoripare eccrine che contribuiscono ulteriormente a rendere il cuoio capelluto un territorio ad alta complessità.
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