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Il profumo che aspetta il momento giusto


Il profumo che aspetta il momento giusto

Introduzione

C’è una domanda che molti formulatori si sono posti almeno una volta, seduti davanti a una formula di shampoo o a una crema per il corpo: perché la fragranza svanisce così in fretta? Non è una questione banale. È una delle sfide più antiche e meno risolte della formulazione cosmetica, e dietro di essa si nasconde una complessità affascinante che tocca chimica, fisica, biologia e persino il modo in cui percepiamo noi stessi attraverso l’olfatto.

Per decenni, la risposta dell’industria è stata una sola: microincapsulazione. Racchiudere le molecole odorose in gusci protettivi che si rompono per pressione o frizione, rilasciando la fragranza al momento del contatto. Un sistema ingegnoso, certo, ma fondamentalmente passivo. La capsula non sa dove si trova, non sa se sei in palestra o in ufficio, non sa se il tuo corpo sta iniziando a produrre i composti che generano l’odore di sudore. Rilascia perché è stata rotta meccanicamente, non perché fosse il momento biologicamente giusto per farlo.

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Minho, in Portogallo, ha recentemente pubblicato su International Journal of Biological Macromolecules qualcosa di strutturalmente diverso. Non un nuovo tipo di capsula. Non un polimero più resistente. Ma una proteina ingegnerizzata, capace di trattenere la fragranza in uno stato silenzioso, di catturare i composti odorosi del sudore batterico, e di rilasciare il profumo in risposta alla composizione ionica della traspirazione. Una proteina con due funzioni: stoccaggio e neutralizzazione. È una rivoluzione concettuale che vale la pena esplorare in ogni dettaglio.

Il problema della fragranza cosmetica: molto più che un problema di persistenza

Prima di parlare di proteine, vale la pena fermarsi sul perché del problema. Una molecola odorosa in una formula cosmetica si trova in un ambiente ostile: pH variabile, tensioattivi, acqua, calore da stoccaggio, luce, ossigeno. Alcune molecole sono instabili chimicamente; altre semplicemente volatilizzano troppo in fretta appena la formula entra in contatto con l’aria. Il vero talento di un formulatore sta nel bilanciare la nota fresca e immediata dell’apertura con una persistenza che si estenda nel tempo.

Su prodotti rinse-off come shampoo e maschere capelli, la sfida è ancora più pronunciata: il prodotto viene sciacquato via, portando con sé gran parte della fragranza.

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