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Lacto-PDRN: il polidesossiribonucleotide da fermentazione che sta riscrivendo l'anti-age topico


Lacto-PDRN: il polidesossiribonucleotide da fermentazione che sta riscrivendo l'anti-age topico

Il PDRN — Polidesossiribonucleotide — è uno degli attivi più solidi della cosmesi anti-age contemporanea. Frammenti di DNA purificato che, attivando il recettore A2A dell'adenosina e alimentando il salvage pathway nucleotidico, intervengono direttamente sui meccanismi che governano l'invecchiamento cutaneo: sintesi del collagene di tipo I, produzione di elastina, inibizione delle metalloproteinasi, controllo dei marker di senescenza cellulare. Per chi formula cosmetica, è un attivo che parla la lingua giusta — quella di rughe, elasticità, tono, texture, non solo quella della medicina rigenerativa.

Il PDRN più studiato resta quello di origine ittica, da Oncorhynchus mykiss o keta. Ma il mercato della formulazione cosmetica ha tre problemi con il salmone: origine animale, sostenibilità della filiera, posizionamento vegan. Da qui l'esplosione delle alternative biotech, e tra queste il Lacto-PDRN è quella che sta convincendo di più: fermentazione di Lactobacillus, peso molecolare basso, profilo di efficacia compatibile con le claim anti-age oggi richieste dal mercato.

Il razionale anti-age del PDRN

I dati pubblicati su PDRN topico applicato alla cosmesi anti-age sono solidi e convergenti. Il PDRN inibisce l'espressione di MMP-1 e dell'elastasi, le due proteasi responsabili della degradazione di collagene ed elastina nell'invecchiamento foto- e cronoindotto. In modelli animali UV-B-irradiati, l'applicazione topica di PDRN aumenta significativamente l'espressione di COL1A1 (catena α1 del collagene di tipo I), la densità delle fibre di collagene (Masson's trichrome) e delle fibre elastiche (Verhoeff staining), oltre ai contenuti di fibrillina 1/2 e fibulina 5 — tutti marcatori strutturali del derma giovane.

Sul fronte senescenza cellulare, lo stesso PDRN topico contrasta la riduzione di SIRT1 indotta da UV-B e H₂O₂, e riduce l'espressione dei marker di senescenza p53, p21 e p16. Attività antiossidante, controllo dell'infiammazione cronica low-grade, modulazione della melanogenesi (effetto anti-pigmentazione documentato in formulazioni combinate con vitamina C e niacinamide) completano il profilo cosmetico.

A livello clinico topico, uno split-face study pubblicato su Journal of Cosmetic Dermatology (2023) ha riportato dopo 8 settimane di applicazione: 47% di riduzione delle linee sottili, 39% di miglioramento dell'elasticità, 41% di aumento dell'idratazione. Numeri da attivo serio, non da ingrediente da claim.

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