Sei già loggato

Sei già iscritto?

Sei già loggato

Sei già iscritto?

Quanto estratto vegetale mettere in un cosmetico


Quanto estratto vegetale mettere in un cosmetico

C'è un numero che scriviamo in formula con grande disinvoltura: la percentuale di estratto vegetale. Sembra dirci quanto attivo stiamo mettendo, e invece dice soltanto quanta materia prima stiamo pesando. È per questo che due estratti allo stesso 5% possono dare risultati che non si assomigliano, che un siero limpido si scurisce dopo tre settimane e che una formula convincente al banco delude nel flacone. Un lavoro del 2026 ha preparato la stessa base cosmetica a quattro concentrazioni crescenti e ha osservato che cosa cambiava davvero: la risposta non è quella che ci aspettiamo. Qui scopri che cosa entra in un cosmetico insieme all'estratto, quali segnali conviene leggere prima che diventino difetti e come impostare al banco una prova che ti dica quanto estratto serve davvero a quella formula.

Introduzione

Quando inserisci un estratto vegetale in una formula cosmetica la domanda più comune è: quanto ne devo usare? E subito dopo ne arriva una più insidiosa: se aumento la percentuale, il prodotto sarà più efficace?

Non necessariamente. La concentrazione più alta non è automaticamente la migliore, e i motivi sono due. Il primo è che la percentuale che scrivi in formula non dice quanto attivo stai aggiungendo, ma quanta materia prima stai pesando: un estratto secco e un estratto glicolico usati entrambi al 5% possono apportare quantità di sostanze estratte molto diverse. Il secondo è che ogni volta che aumenti un estratto non aggiungi soltanto più attivo, ma anche più pigmenti, più sostanze aromatiche, più sali e più materiale ossidabile, cioè tutto ciò che accompagna l'estratto e che può modificare colore, odore, trasparenza, pH e comportamento fisico della formula.

Uno studio pubblicato recentemente (settembre 2026) su Cosmetics lo mostra bene, usando un estratto di foglie di Plectranthus amboinicus (origano cubano). I ricercatori hanno preparato la stessa base cosmetica spray con quattro concentrazioni di estratto, 0%, 1%, 3% e 5%, e hanno osservato che cosa cambiava. L'obiettivo non era stabilire quale percentuale funzionasse meglio sulla pelle, ma capire fino a che punto si potesse aumentare il carico di estratto mantenendo una formula omogenea e stabile.

Il risultato riguarda da vicino chi formula. Tutte le preparazioni sono rimaste omogenee e senza separazione di fase nel breve periodo e il pH è rimasto tra 5,5 e 6,0, ma aumentando l'estratto sono aumentati progressivamente colore e odore, mentre al 5% è comparsa una lieve perdita di trasparenza.

Prosegui la lettura all'interno dell'Academy. Non sei iscritto? Scegli il percorso che fa per te.

Richiedi l'articolo completo

Lascia i tuoi dati e ti inviamo il PDF completo. Nessuno spam. Tutti i campi sono obbligatori.

KIONPHARMA - P.IVA IT02924640648 - © 2026 Tutti i diritti sono riservati. Vietata la copia e diffusione dei contenuti non autorizzata.