Sei già loggato

Sei già iscritto?

Sei già loggato

Sei già iscritto?

Certificazioni Cosmetiche: Guida Tecnica per Aziende e Formulatori (parte 2)


Certificazioni Cosmetiche: Guida Tecnica per Aziende e Formulatori (parte 2)

Introduzione

In quest’articolo proseguiamo la nostra analisi sui processi di certificazione in ambito cosmetico.

Nella prima parte abbiamo affrontato l’argomento dal punto di vista tecnico normativo, presentano le diverse certificazioni esistenti in Europa e stati Uniti, cercando di chiarire un tema complesso e in parte confuso.

Qui ci concentriamo su un nodo decisivo: la scelta delle materie prime. Formulare prodotti eco-biologici significa, infatti, destreggiarsi tra “liste positive”, vincoli talvolta stringenti e una disponibilità di ingredienti spesso più ristretta rispetto alla cosmetica convenzionale. Esamineremo le difficoltà pratiche che ne derivano—dalla reperibilità degli ingredienti all’impatto su stabilità, sicurezza microbiologica e costi di R&D—per poi quantificare le spese vive e indirette legate all’iter di certificazione.

Problematiche nella Selezione delle Materie Prime

Formulare un cosmetico rispettando i disciplinari eco-biologici è una sfida che inizia dalla scelta delle materie prime. Il formulatore deve spesso rinunciare a ingredienti di sintesi consolidati ed efficaci, cercando alternative naturali che rispettino la “lista positiva” della certificazione prescelta.

Le principali problematiche legate al processo di selezione sono cinque: analizziamole in dettaglio.

Reperibilità e varietà limitata di ingredienti ammessi

Gli standard impongono liste di sostanze vietate, che tagliano fuori intere classi di ingredienti comunemente usati. Ad esempio, eliminando siliconi e polimeri sintetici, il formulatore deve trovare sostituti per conferire setosità e tocco leggero alle creme (es. utilizzare oli vegetali leggeri, esteri di origine naturale, derivati zuccherini). Alcuni ingredienti funzionali innovativi potrebbero non essere ancora contemplati dalle certificazioni e quindi indisponibili.

Si pensi ad esempio ai filtri solari: i filtri chimici organici (come avobenzone, octocrylene, etc.) sono banditi; restano solo i filtri minerali (ossido di zinco, biossido di titanio) che però presentano sfide formulative (spesso lasciano scia bianca, hanno texture pesanti) e devono essere non rivestiti con trattamenti non ammessi. Anche molti attivi anti-età di sintesi (peptidi, retinoidi) non sono permessi, restringendo la tavolozza di ingredienti efficaci utilizzabili.

La conseguenza è che per alcune tipologie di prodotti ottenere una formula performante e certificata può essere arduo.

Prosegui la lettura all'interno dell'Academy. Non sei iscritto? Scegli il percorso che fa per te.

Richiedi l'articolo completo

Lascia i tuoi dati e ti inviamo il PDF completo. Nessuno spam. Tutti i campi sono obbligatori.

KIONPHARMA - P.IVA IT02924640648 - © 2026 Tutti i diritti sono riservati. Vietata la copia e diffusione dei contenuti non autorizzata.