CMC e SAL: il perché e il quanto della detergenza

Introduzione
Tutto è nato da una domanda nei commenti. Una nostra studentessa, dopo aver letto l'articolo sull'acqua micellare, ci ha scritto una cosa che in tanti probabilmente avete pensato senza dirla: ma questo valore di CMC, dove lo trovo? Nelle schede tecniche dei tensioattivi non c'è. E aggiungeva un'osservazione acuta: io sapevo di dover ragionare sulla SAL, sul livello di tensioattivo da mettere a seconda della parte del corpo. Quindi qual è il rapporto tra le due cose?
È una domanda bellissima, perché mette il dito su un punto che quasi nessun contenuto divulgativo chiarisce davvero. CMC e SAL sembrano due modi di dire la stessa cosa, e invece sono due piani completamente diversi. Confonderli, o pensare che uno sostituisca l'altro, è una delle cause più comuni di disorientamento quando si comincia a formulare un detergente. Mettiamo ordine, perché una volta capita la differenza, formulare diventa molto più semplice e molto più consapevole.
La CMC è un fatto della natura
Partiamo dalla CMC, la concentrazione micellare critica. La cosa più importante da capire è che la CMC non è una tua scelta. È una proprietà del tensioattivo, esiste in natura a prescindere da te, dalla tua formula e dai tuoi desideri. È un dato di fatto, come il punto di fusione di una sostanza o la sua densità.
Ricordiamo cosa descrive. Quando sciogli un tensioattivo in acqua in piccola quantità, le sue molecole se ne stanno disperse e si dispongono in superficie, con la testa idrofila nell'acqua e la coda lipofila rivolta verso l'aria. Man mano che ne aggiungi, la superficie si satura. Arriva un momento preciso in cui non c'è più spazio in superficie, e le molecole in eccesso, pur di non restare isolate in acqua con la coda esposta, si organizzano in micelle, quelle piccole sfere con le code raccolte al centro e le teste rivolte all'esterno. La concentrazione esatta a cui questo passaggio comincia è la concentrazione micellare critica.
Sotto la CMC hai tensioattivo disperso che bagna e abbassa la tensione superficiale, ma deterge poco. Sopra la CMC hai micelle, e con loro la vera capacità di catturare e portare via lo sporco grasso. La CMC, quindi, è la soglia che separa il prima dal dopo, il bagnare dal detergere.
Ed è proprio perché è una proprietà fisica intrinseca che raramente la trovi nelle schede tecniche dei fornitori. La scheda tecnica è un documento commerciale e applicativo: ti dice il tenore di attivo, il pH consigliato, la solubilità, le indicazioni d'uso.
Prosegui la lettura all'interno dell'Academy. Non sei iscritto? Scegli il percorso che fa per te.
Richiedi l'articolo completo
Lascia i tuoi dati e ti inviamo il PDF completo. Nessuno spam. Tutti i campi sono obbligatori.
Hai già richiesto il tuo articolo gratuito. Scopri gli altri contenuti su Cosmetech Academy.
KIONPHARMA - P.IVA IT02924640648 - © 2026 Tutti i diritti sono riservati. Vietata la copia e diffusione dei contenuti non autorizzata.
