Da ingredienti a sistema: perché la tua formula non funziona (e non è colpa degli ingredienti)

Introduzione
La differenza tra un cosmetico che funziona e uno che si altera, si separa o si ammuffisce non sta quasi mai negli ingredienti che hai scelto. Sta in come li hai pensati insieme.
C’è una scena che si ripete, con piccole variazioni, in tutti i forum di formulazione DIY del mondo. Una persona arriva con un po’ di imbarazzo, a volte lo scrive esplicitamente, “mi vergogno un po’”, e racconta di aver messo insieme una serie di ingredienti belli, costosi, ricercati. Ha seguito le schede informative. Ha pesato tutto. Ha mescolato con cura. Eppure qualcosa è andato storto: il prodotto sviluppa un odore inatteso, si separa, cambia colore, o ha una consistenza che non va da nessuna parte.
La domanda implicita è sempre la stessa: quale ingrediente ho sbagliato?
E la risposta, quasi sempre, non riguarda nessun ingrediente in particolare. Riguarda qualcosa di più fondamentale: il modo in cui quegli ingredienti sono stati pensati insieme. O meglio, il fatto che non siano stati pensati insieme affatto.
Questo articolo nasce esattamente da lì, da quella domanda sbagliata. E dal tentativo di sostituirla con quella giusta.
Il siero che non tornava
Proviamo ad entrare nella storia concreta. Un’ autoproduttrice con qualche esperienza alle spalle, non una principiante assoluta, qualcuno che spignatta già da un pò e conosce i propri ingredienti, decide di mettere insieme un siero. Lo fa due volte, con piccole variazioni. Entrambe le volte il risultato è lo stesso: un odore acre, pungente, che compare nel momento in cui tenta di correggere il pH verso l’alto.
Il mix contiene di tutto: bava di lumaca come base, gel di acido ialuronico, gel di aloe, idrolato, idrossiprolina, ceramidi, liposomi, peptidi pro-collagene, un attivo al platino, un tensioattivo lifting, un estratto di acmella. Ogni ingrediente, preso singolarmente, è interessante. Alcune combinazioni hanno senso funzionale. Ma il problema è che non c’è nessuna architettura che li tenga insieme.
La risposta che arriva è molto interessante: “Non vedo gelificanti, non vedo conservanti, non vedo controllo del pH, misto di sostanze liposolubili e idrosolubili e nessun emulsionante, non c’è un razionale. Sembra una formula svuotafrigo.”
Formula svuotafrigo. È un’espressione perfetta, e vale la pena fermarsi un momento a capire perché.
📌 Cos’è la “formula svuotafrigo”?
Per analogia con la cucina: quando svuoti il frigo e metti tutto in una pentola sperando che venga qualcosa di buono.
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