Ethiplayer, la filiera che mette l’etica al centro della cosmetica

Dove nasce l’idea
Il mondo del beauty vale oggi oltre 650 miliardi di dollari e cresce a ritmi a doppia cifra, trainato da skincare e haircare premium. All’interno di questo universo, i cosmetici naturali e “clean” sfiorano i 22 miliardi e, secondo le stime di InsightAce, raddoppieranno entro il 2032. Più interessante ancora è il sotto‑segmento “sustainable & ethical beauty”: 190 miliardi di dollari nel 2024 con previsioni di 433 miliardi nel 2034. Una tendenza che riflette, dati alla mano, un cambio di paradigma culturale: il 68 per cento dei consumatori dichiara di voler conoscere l’impatto sociale e ambientale di ciò che acquista; il 41 per cento ammette di farsi influenzare dai contenuti social che parlano di sostenibilità.
Cobiosa intercetta questo bisogno e guarda al Perù: uno dei 17 Paesi megadiversi del pianeta, 30 000 specie botaniche, 84 microclimi su 117 esistenti. «La biodiversità peruviana è un laboratorio a cielo aperto – spiega Luis Alcalde, direttore R&D – e allo stesso tempo un territorio fragile, dove la raccolta intensiva può provocare squilibri ecologici e tensioni sociali». Nel 2021 il management decide di trasformare questa ricchezza in un progetto di filiera etica: nasce Ethiplayer, “player etico” che fissa regole vincolanti lungo tutta la catena del valore, dalla pianta al vasetto di crema.
Tre pilastri, zero compromessi
Il protocollo Ethiplayer ruota attorno a tre princìpi non negoziabili. Il primo riguarda le persone: prezzi equi concordati a inizio anno, valorizzazione delle conoscenze tradizionali, pari opportunità di genere. Il secondo pilastro è il prodotto: lavorazioni locali per aggiungere valore in situ, tracciabilità completa, certificazioni riconosciute a livello internazionale come COSMOS ed ECOCERT. Il terzo è l’ambiente: raccolta sostenibile, tutela della biodiversità, riduzione dell’impronta di carbonio. Chi desidera esibire il marchio “Ethical Cosmetic Supplier” deve inserire in formula almeno un attivo Ethiplayer, firmare una lettera d’impegno annuale e destinare una quota economica al progetto sociale in corso.
A oggi fanno parte del network trentasei distributori su cinque continenti. «L’adesione non è scontata» chiarisce Alessandra Mancini, responsabile di Amita Health Care, partner per l’Italia. «Ogni anno dobbiamo dimostrare di mantenere gli standard, altrimenti perdiamo il diritto di usare il logo».
Gli attivi che raccontano il territorio
Il portafoglio Ethiplayer comprende dieci ingredienti signature.
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