I primi 30 secondi cambiano il mondo

Il facile batte il vero. Il comodo batte il complesso. E molto spesso il falso, se raccontato bene e in fretta, batte la verità dimostrata con le prove. Guardiamo i fatti prima di decidere se è un’esagerazione, perché i fatti, oggi, dicono esattamente questo.
Due episodi, entrambi recenti, entrambi veri.
Il primo. Una cliente entra in farmacia con un problema di pelle. Chi la serve, competente e paziente, le dedica un’ora buona: le spiega perché la sua pelle ha bisogno di ceramidi e non di aloe, cosa fa la barriera cutanea, come si ricostruisce. Le vende la crema giusta. La sera stessa la cliente torna: vuole restituirla. Ha letto su Facebook che quella crema “non va bene”. Un’ora di spiegazione competente, spazzata via da un post letto in trenta secondi.
Il secondo è capitato a noi, in questi giorni. Sul nostro canale abbiamo pubblicato un video lungo, completo, rigoroso sul tocoferolo, la vitamina E, spiegando cosa fa, come si usa, in quali forme. Una persona che che quel video l’ha visto, ci scrive poco dopo per chiederci se sia il caso di usare il tocoferolo in un prodotto che sta formulando: ha letto da qualche parte, online, che “è pericoloso”. Il nostro video completo, guardato per intero, non ha vinto contro una riga allarmante letta chissà dove.
In entrambi i casi la stessa dinamica: la spiegazione corretta, argomentata, faticosa, perde contro l’affermazione semplice, netta, immediata. E non perde di poco.
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