Il cuore industriale della cosmetica italiana è pronto alla fase successiva?

Quando si parla di cosmetica italiana il racconto è sempre lo stesso: crescita, export, eccellenza manifatturiera. Ma riguarda il prodotto finito e i grandi player. Molto meno si parla di ciò che sta dietro: terzisti medi e piccoli, distributori di materie prime, laboratori indipendenti. È lì che si gioca una partita silenziosa ma decisiva. La crescita del settore è davvero distribuita lungo la filiera, o sta producendo una polarizzazione tra chi è strutturato e chi vive in costante compressione? Il comparto tecnico italiano è compresso su più fronti — time-to-market, regolatorio, sostenibilità — mentre a monte i produttori di materie prime si concentrano. La domanda vera non è se il comparto stia bene o male: è se sia pronto alla fase successiva, quella in cui la competenza tecnica non basta più senza organizzazione, metodo e visione.
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