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Il pH non è un numero fisso


Il pH non è un numero fisso

Introduzione

La crema era perfetta. pH misurato alla fine della produzione: 5,2. Il conservante scelto funziona tra 4,5 e 6, gli attivi sono stabili in quel range, la pelle non avrà problemi. Sei mesi dopo, qualcuno la usa e avverte una sensazione di bruciore. Il pH è sceso a 4,1. Nessuno se n’era accorto perché nessuno lo aveva rimisurato dopo la produzione.

Il pH viene misurato una volta, annotato, e poi dimenticato come se fosse una proprietà immutabile della formula. Non lo è. Il pH di una formula acquosa è una variabile dinamica, che si sposta nel tempo per ragioni chimiche, biologiche e fisiche, spesso in modo invisibile e silenzioso. E ogni spostamento ha conseguenze: sul sistema conservativo, sulla stabilità degli attivi, sulla compatibilità con la pelle.

Questo è il terzo articolo di questa serie. Dopo aver capito perché l’acqua libera è il vero rischio microbiologico (A1) e come funzionano i sistemi conservativi (A2), oggi affrontiamo il pH come variabile: come si misura correttamente, perché cambia, e come si stabilizza nel tempo.

Cos’è il pH e perché conta in cosmetica

Il pH è una misura della concentrazione di ioni idrogeno (H⁺) in una soluzione acquosa, su una scala logaritmica da 0 a 14. Essere logaritmici significa che una differenza di un’unità di pH corrisponde a una variazione di dieci volte nella concentrazione di ioni H⁺, un dettaglio con conseguenze pratiche enormi nella formulazione.

La pelle ha un pH naturalmente acido, il mantello acido cutaneo, che si aggira mediamente tra 4,5 e 5,5. Questo ambiente acido non è casuale: inibisce la crescita di molti microrganismi patogeni, mantiene l’integrità strutturale delle proteine dello strato corneo, e regola l’attività degli enzimi coinvolti nel rinnovamento cellulare. Alterare questo equilibrio, con prodotti troppo acidi o troppo basici, può compromettere la barriera cutanea e favorire l’infiammazione.

La letteratura scientifica indica che il pH di un cosmetico leave-on dovrebbe idealmente collocarsi tra 4,5 e 5,5, in linea con il range fisiologico del mantello acido cutaneo. Studi pubblicati indicano un tempo di recupero di 2–6 ore per un’esposizione singola a prodotti con pH inadeguato; l’uso ripetuto può prolungare significativamente questo tempo.

La scala del pH in cosmetica non è solo una questione di chimica: è una mappa di compatibilità.

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