Il segreto di Pulcinella

C’è una scena che chiunque abbia girato i padiglioni del Cosmoprof riconosce: si entra nell’area dei produttori coreani e si somigliano tutti. La reazione tipica è un sorriso ironico — fanno tutti la stessa cosa. È un equivoco. Quella somiglianza non è povertà di idee: è una scelta industriale precisa, parlare la stessa lingua. Lo “stile coreano” è un’identità collettiva che il consumatore riconosce prima ancora di sapere chi produce. In Italia questa logica fatica a passare, non per mancanza di talento ma per un riflesso culturale: custodire gelosamente la propria “idea geniale”, temendo la copia. Ma quel segreto è quasi sempre un segreto di Pulcinella — le materie prime sono quelle, i fornitori parlano con tutti. Quello che non si costruisce, ognuno chiuso nel proprio recinto, è una lingua comune. I trend non sono un destino: sono uno strumento. E il sistema si costruisce parlando, non custodendo segreti che segreti non sono mai stati.
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