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Non tutti i colori sono uguali: cosa significa davvero cosmetic grade quando parli di pigmenti


Non tutti i colori sono uguali: cosa significa davvero cosmetic grade quando parli di pigmenti

La domanda che nessuno si fa prima di comprare

C’è una parola che compare su quasi tutti i pigmenti venduti online, dal più economico al più costoso: cosmetic grade. Il problema è che non significa nulla, o meglio, può significare tutto e il contrario di tutto, a seconda di chi te la scrive sull’etichetta. Un prodotto da tre euro con spedizione inclusa, descritto come “cosmetic grade, non tossico, vegan, perfetto per ombretti, sapone, resina, candele e vernici per automobili”. E uno stesso colore apparentemente identico da un distributore specializzato, a dieci euro, con scheda tecnica allegata e certificato di analisi per lotto. Entrambi cosmetic grade. Ma non sono la stessa cosa.

La domanda che quasi nessuno si fa in quel momento è: cosa distingue davvero questi due prodotti? Non in termini di marketing, non in termini di packaging, ma chimicamente, tecnicamente, legalmente. Cosa rende un pigmento adatto a stare sulla tua palpebra, e cosa invece lo rende adatto soltanto alla carrozzeria di un’automobile?

Rispondere a questa domanda non è complicato, ma richiede di capire tre cose: come funziona la regolamentazione europea sui coloranti cosmetici, cosa significa concretamente purezza per un pigmento, e perché il numero CI stampato sull’etichetta è molto più di un codice identificativo, è la chiave per accedere a tutte le informazioni che servono prima di usare quel colore su una persona.

📌 Cos’è il Regolamento (CE) n. 1223/2009 e perché ti riguarda

Il Regolamento europeo sui prodotti cosmetici definisce esattamente quali ingredienti possono essere usati nei cosmetici immessi sul mercato UE. Per i coloranti, il riferimento principale è l’Allegato IV, che contiene la lista positiva: solo le sostanze elencate lì possono essere usate come coloranti cosmetici in Europa.

Ogni colorante nell’Allegato IV è identificato dal suo numero CI (Color Index) e accompagnato da restrizioni specifiche: in quali prodotti può essere usato, se è consentito nelle zone perioculari, se è lip-safe, se ci sono limiti di concentrazione. Il database CosIng della Commissione Europea è lo strumento gratuito e ufficiale per verificare lo status di qualsiasi ingrediente.

Il numero CI: molto più di un’etichetta

Il Color Index (CI) è un sistema internazionale di classificazione dei coloranti gestito dalla Society of Dyers and Colourists. Ogni sostanza colorante, organica o inorganica, ha un numero CI univoco che la identifica indipendentemente dal nome commerciale con cui viene venduta.

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