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Proteine nei capelli: quando riparano, quando rovinano e come dosarle in formula


Proteine nei capelli: quando riparano, quando rovinano e come dosarle in formula

Succede a chiunque abbia formulato per i capelli, prima o poi. Metti a punto una maschera ricca di cheratina idrolizzata e i primi risultati sono ottimi: capelli corposi, pieni, con una nuova densità al tatto. La usi ancora, e ancora. Poi qualcosa cambia. Il capello diventa ruvido, si spezza durante la pettinatura, sembra paglia. Hai usato l’ingrediente giusto per il problema giusto, eppure il risultato è peggiorato.

Non è un errore di dosaggio. È il sovraccarico proteico, in inglese protein overload, un fenomeno noto e documentato che costringe a fare i conti con una verità scomoda: le proteine non riparano il capello nel modo in cui l’intuizione suggerisce, e la logica del più ne metto meglio è non ha alcun fondamento nella fisica della fibra. La chiave sta nel peso molecolare degli idrolizzati, che decide se l’ingrediente penetra nella corticale o si limita a stratificarsi sulla cuticola formando un film rigido.

Questo terzo articolo della serie parte da quel problema per arrivare a una guida operativa completa alla riparazione del fusto. Vedremo cosa entra davvero nel capello e cosa resta in superficie, come si distinguono i bond builder che formano legami covalenti da quelli che agiscono con meccanismi reversibili, quali sono le finestre di pH corrette per balsami, shampoo e trattamenti riparativi, quali ingredienti non si possono mettere insieme e perché, come si sceglie tra behentrimonium methosulfate e cetrimonium chloride o tra polyquaternium-7 e polyquaternium-10.

Troverai anche uno scheletro di formula completo di una maschera riparativa, con le percentuali di ciascun ingrediente, l’ordine di aggiunta, le temperature di lavorazione e il commento su cosa succede spostando ogni singolo parametro. A seguire, i tempi di posa corretti per ciascuna famiglia di attivi, i protocolli per valutare i risultati senza strumentazione di laboratorio e una guida diagnostica ai problemi più frequenti: capello rigido, accumulo, prodotto che separa, trattamento che non dà risultati.

Il capello è morto, e questo cambia tutto

Prima di parlare di proteine serve una premessa che condiziona ogni ragionamento successivo. A pochi millimetri dal cuoio capelluto le cellule del fusto muoiono, si compattano e diventano una struttura inerte. Da quel punto in poi il capello non ha metabolismo, non ha ricambio cellulare, non guarisce.

Questo significa che tutto ciò che chiamiamo riparazione è, tecnicamente, un intervento su un materiale e non su un tessuto vivo.

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