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Stevisse™ e tecnologia Phenobio™: una nuova frontiera dei fitoretinoidi


Stevisse™ e tecnologia Phenobio™: una nuova frontiera dei fitoretinoidi

Introduzione

I retinoidi, derivati della vitamina A, rappresentano una delle classi di ingredienti attivi più efficaci e studiate nel campo della dermatologia e della cosmetica. L’applicazione topica di molecole come il retinolo o il suo metabolita attivo, l’acido retinoico, è ampiamente riconosciuta per la capacità di ridurre le rughe, migliorare la texture cutanea e rendere l’incarnato più uniforme. Questi effetti sono resi possibili da un meccanismo d’azione ben definito: i retinoidi si legano a specifici recettori nucleari, denominati RAR (Retinoic Acid Receptor) e RXR (Retinoid X Receptor), presenti all’interno delle cellule della pelle. Questo legame attiva una cascata di segnali che regola l’espressione di numerosi geni coinvolti nella rigenerazione epidermica, nella sintesi del collagene e nella modulazione degli enzimi che degradano la matrice dermica, come le metalloproteasi.

Tuttavia, se da un lato i retinoidi offrono benefici evidenti per la pelle foto-invecchiata, dall’altro sono spesso accompagnati da effetti collaterali poco tollerati, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento. Tra i più comuni si segnalano irritazione, arrossamento, secchezza, desquamazione e una maggiore sensibilità alla luce solare: una reazione nota come retinoid reaction. Questi effetti indesiderati rendono i retinoidi poco adatti alle pelli sensibili o facilmente reattive. Inoltre, le recenti regolamentazioni cosmetiche, soprattutto in ambito europeo, hanno introdotto limiti stringenti sull’impiego del retinolo: nei prodotti leave-on, ad esempio, la concentrazione massima consentita è stata fissata allo 0,3%. Tali restrizioni, unite alla richiesta crescente di formule più delicate e naturali, hanno spinto l’industria cosmetica a ricercare alternative più sicure ma ugualmente performanti.

Negli ultimi anni sono emerse alternative naturali ai retinoidi, capaci di mimarne i benefici con minori effetti avversi. Il caso più noto è il bakuchiol, un meroterpene estratto dai semi di Psoralea corylifolia. Studi clinici comparativi hanno dimostrato che il bakuchiol allo 0,5% è equiparabile al retinolo nel migliorare rughe e iperpigmentazione, con il vantaggio di una tollerabilità cutanea superiore (meno desquamazione e bruciore). Il bakuchiol infatti modula un profilo di espressione genica simile a quello del retinolo, promuovendo collagene I, III, elastina e riducendo discromie, ma senza indurre irritazione significativa.

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