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Tre piante, un complesso. La storia botanica di ACTIVE SUN


Tre piante, un complesso. La storia botanica di ACTIVE SUN

Dietro ogni estratto vegetale c’è una storia che viene da lontano — di ambienti, di persone che hanno osservato la natura e di secoli di uso empirico che la scienza moderna ha imparato a leggere in chiave molecolare. ACTIVE SUN è, in questo senso, un composto che racconta tre storie distinte, geograficamente e biologicamente lontane, confluite in una sola formula.

A cura di
Dott.ssa Andreea Hariuc
Marketing & Communication Specialist  |  Sales Account Italia
& Dott.ssa Sarah Pizzolato
Quality Assurance & Regulatory Affairs Manager – Esperis S.p.A.

L’attivo è prodotto da Esperis S.p.A. — realtà con oltre cento anni di attività nella produzione di ingredienti naturali per la cosmetica — in collaborazione con Bioingredients Research, all’interno di un progetto orientato alla valorizzazione della biodiversità messicana. Il risultato è un estratto in soluzione acquoso-glicerinata che combina tre fonti vegetali dal profilo fitochimico ben documentato: la corteccia di Cuachalalate, le foglie di Origano e i talli di Fucus Vesiculosus.

Ciò che accomuna questi tre ingredienti non è la provenienza geografica — che è del tutto diversa — ma una proprietà condivisa: la capacità di rispondere allo stress ossidativo e alle radiazioni solari. Una convergenza evolutiva che il formulatore cosmetico può oggi sfruttare in modo consapevole.

Il primo protagonista: il Cuachalalate

Un albero che parla

Il nome è già una storia. Cuachalalate è la trascrizione castigliana del termine nahuatl cuauchachalatli, composto da cuáhuitl (albero) e chachalatli [1] — il nome locale di un uccello chiacchierone, la chachalaca. L’albero chiacchierone, letteralmente. Un’immagine che restituisce qualcosa dell’ambiente caotico e vivace delle foreste secche messicane in cui questa pianta cresce.

La specie, classificata come Amphipterygium adstringens (sin. Juliana adstringens), è un albero resinoide dalla corteccia molto ruvida e irregolare, che fiorisce tra maggio e giugno nelle zone aride del Messico centrale e in alcune regioni del Sudamerica. È una pianta adattata alla siccità, con una corteccia densa e ricca di composti difensivi — una caratteristica che non è sfuggita alle popolazioni indigene.



 

La corteccia del Cuachalalate viene polverizzata e usata da secoli nella medicina tradizionale messicana: per infusi gastroprotettivi, per accelerare la guarigione cutanea, per contrastare l’infiammazione.

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