Vendere Cosmetici nel Mondo nel 2025: Tutto Quello che Devi Sapere per Restare al Passo

Introduzione
Navigare il mercato cosmetico nel 2025 significa muoversi in un mosaico regolatorio che cambia a velocità record. Durante il Testing & Regulation Forum di in-Cosmetics Global, Elisa Esteve e Inma Gamero di Cosmeservice hanno messo in luce come Unione Europea, Stati Uniti e Cina – tre blocchi che da soli valgono oltre i due terzi del giro d’affari mondiale – stiano ridefinendo regole, ruoli e responsabilità. Per i marchi non si tratta più soltanto di “passare i controlli”, ma di trasformare la compliance in una leva competitiva che impatta formulazione, catena di fornitura, etichettatura e tempi di immissione sullo scaffale.
UE: l’evoluzione degli allegati e la stretta sulla plastica
Il nuovo capitolo del Regolamento (CE) 1223/2009 è entrato in vigore il 1° febbraio 2025 e ha modificato in profondità gli Allegati II e III, aggiungendo sostanze vietate e restringendo l’impiego di ingredienti considerati potenzialmente rischiosi. Il filtro solare 4-Methylbenzylidene Camphor (4-MBC), da anni sotto la lente per la sua attività endocrina, è ora definitivamente bandito; in parallelo, il retinoide più usato in cosmetica – il retinolo e i suoi esteri (retinyl acetate, retinyl palmitate) – resta ammesso ma solo a dosi inferiori rispetto al passato e con un’avvertenza obbligatoria che richiami l’attenzione dei consumatori su un eventuale apporto eccessivo di vitamina A.
Il legislatore ha adottato lo stesso approccio di “uso controllato” per l’acido kojico, molto popolare nei prodotti schiarenti, e per gli isoflavoni genisteina e daidzeina ricavati dalla soia, spesso inseriti in creme anti-età per il loro blando effetto estrogeno-simile. Anche qui la logica è duplice: fissare un tetto massimo di concentrazione e pretendere un’etichetta trasparente che consenta al dermatologo – e al consumatore attento – di distinguere formule sicure da eventuali eccessi fuori norma.
Particolarmente drastico è il giro di vite sui nanomateriali: Styrene/Acrylates copolymer e argento colloidale entrano nell’Allegato II, con l’effetto di cancellarne l’uso da qualsiasi nuova referenza lanciata dopo la data di applicazione. La motivazione è legata al profilo di penetrazione cutanea: particelle sotto i 100 nm possono superare barriere fisiologiche e accumularsi nei tessuti, un rischio inaccettabile per la filosofia di precauzione europea.
Sul fronte ambientale la partita si gioca invece sulle microplastiche intenzionali.
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