Sei già loggato

Sei già iscritto?

Sei già loggato

Sei già iscritto?

Come si progetta il sensoriale di un’emulsione


Come si progetta il sensoriale di un’emulsione

Introduzione

Hai già una crema in testa. Non nel senso che l’hai già formulata, nel senso che sai esattamente come vuoi che si senta sulla pelle. Vuoi che si assorba in fretta, senza lasciare residuo. O vuoi che avvolga, che nutra, che resti un po’ in superficie. Hai in mente una sensazione precisa, e adesso devi costruirla.

Il problema è che la maggior parte delle risorse online parla di emollienti in termini di buoni per la pelle secca o leggeri per le pelli grasse, categorie utili per il consumatore finale, quasi inutili per chi formula. Quello che un formulatore deve sapere è come si comporta quell’olio sulla pelle, quanto si diffonde, quanto penetra, che tipo di film lascia, e come interagisce con gli altri emollienti nella fase grassa per costruire un sensoriale preciso.

Questo è il terzo articolo della Serie B. Dopo aver capito perché una formula è un sistema (Da ingredienti a sistema: perché la tua formula non funziona (e non è colpa degli ingredienti)) e come la temperatura governa il processo emulsivo (La finestra che non puoi ignorare), oggi entriamo nel cuore della fase grassa: gli emollienti, il loro linguaggio fisico-chimico, e come si bilanciano per ottenere la texture che si ha in mente.

Il sensoriale non è un’impressione: è fisica

Quando si applica una crema sulla pelle e la si percepisce come leggera o grassa, si sta registrando una serie di eventi fisici misurabili: la tensione superficiale dell’emolliente, la sua viscosità, la sua capacità di diffusione, il suo indice di rifrazione, la velocità con cui evapora o penetra negli strati superficiali dello strato corneo. Nessuno di questi parametri è soggettivo.

La ricerca scientifica ha dimostrato che viscosità e tensione superficiale sono le variabili che più influenzano la percezione immediata. Un emolliente con alta viscosità e alta tensione superficiale si diffonde con più difficoltà, lascia più residuo, viene percepito come grasso. Un emolliente con bassa viscosità e bassa tensione superficiale si distribuisce facilmente, non lascia residuo percepibile, viene avvertito come leggero o asciutto. La lucidità è correlata all’indice di rifrazione: emollienti con indice alto danno più shine, quelli con indice basso un finish più matte.

Conoscere le proprietà fisico-chimiche degli emollienti, viscosità, tensione superficiale, polarità, permette di fare scelte più consapevoli prima ancora di mescolare qualcosa.

Prosegui la lettura all'interno dell'Academy. Non sei iscritto? Scegli il percorso che fa per te.

Richiedi l'articolo completo

Lascia i tuoi dati e ti inviamo il PDF completo. Nessuno spam. Tutti i campi sono obbligatori.

KIONPHARMA - P.IVA IT02924640648 - © 2026 Tutti i diritti sono riservati. Vietata la copia e diffusione dei contenuti non autorizzata.